martedì 16 ottobre 2012

IMPORTANTE

RAGAZZE!
Il 1° novembre i ragazzi canteranno a XFactor!
Non ci posso credere...saranno a Milano!
Chi sono le culatte che abitano lì? >-<

I want you - cap.1

"Let's go crazy, crazy, crazy till we see the sun I know we only met, but let's pretend its love and never, never, never stop for anyone tonight let's get some and live while we're young"
Ore 7.00
Questo è il mio risveglio ideale. 
Primo giorno di scuola del 4° anno alla Last High di Londra. 
Scuola nuova è sinonimo di solitudine, smarrimento, confusione.
 Ho dormito pochissimo e non me la sento, non voglio entrare in quell'edificio orribile, per giunta nuovo e sconosciuto, dove i poveri giovincelli sono costretti ad apprendere.
- Tesorooo! Sveglia è un grande giorno oggi!- urla a squarciagola mia madre.
- Sì mamma, sssì... - biascico quasi mentalmente io.
Scendo dal confortevole letto da cui non mi staccherei nemmeno pagata a peso d'oro, mi pettino i lunghi e lisci capelli castani, mi stropiccio gli occhi grigi e lancio un occhiata all'unico poster che colora la mia nuova stanza nella mia nuova casa: è rovinato, smunto dal viaggio in aereo dall'Italia che ha dovuto subire; ne avevo tanti lì dove abitavo prima, ma non mi hanno permesso di portarli.
Sono raffigurati cinque ragazzi: uno moro, tre castani, uno biondo...sono bellissimi...di loro mi attraggono gli occhi...sono così...uaau..indescrivibili...photoshoppati ovvio: azzurri, nocciola...uno verdissimi! Che meraviglie. Nonostante questo poster che mi regala qualche sorriso credo di odiare il posto in cui mi trovo: è tutto così tremendamente freddo...la casa, il nuovo marito di mia madre...
La mia nuova abitazione non è pessima, ma neanche sublime: è tutta bianca, tipicamente inglese, contornata da un recinto candido, un piccolissimo spazietto coperto d'erba verdissima si estende tutt'intorno la costruzione e, sul lato principale, si innalza nella sua bassezza e goffaggine un piccolo olmo, con un altalenina appesa. All'interno domina come sempre il color bianco ghiaccio, moquette rossa, salottino, cucina e stanze al piano superiore. Niente di speciale, ma poteva capitarmi di peggio.
Apro l'armadio dei vestiti: che scegliere per il primo giorno di scuola?
Il mio umore è pessimo, fuori è molto nuvoloso...opto per jeans e magliettina a maniche lunghe alternata a righe orizzontali bianche e rosse.
Prendo sottobraccio lo zaino, per il momento ancora leggero e scendo lentamente le scale; sull'atrio ad aspettarmi ci sono mia madre e il mio nuovo "papà", un tipo gentile ma estremamente insensibile a tutto ciò che gli sta intorno.
- Non fai colazione?- suggerisce mia madre.
- No, preferisco di no, almeno oggi...sono un po' nervosa- ammetto.
- Andrà tutto benissimo! La scuola è grande ma ci vanno tutti ragazzi del quartiere...potresti conoscere molte persone nuove-rincuora sorridente papà mentre apro la porta e mi butto alle spalle tutte le chiacchiere dei miei.
Piccolo appunto: la scuola è lontana circa 500 metri e, con una madre ambientalista e un padre sportivo, non avrei mai potuto sognarmi di andare in macchina, o in autobus...bicicletta e gambe sono le alternative..Uaaau.. mi sento molto motivata...
Ecco la scuola: un edificio imponente, stupendo, grande, spazioso e soprattutto molto luminoso..in contrasto con la tristezza della città.
Ci sono un sacco di ragazzi e ragazze e forse sono l'unica sfigata che arriva a scuola in bici visto che vedo parcheggiati solo motorini fiammeggianti, Volvo e Mercedes.
Appena entrata apro lo zaino e cerco con insistenza il foglio...massì il foglio...quello in cui c'è scritto dove la classe in cui sono stata messa...cacca se non lo trovo giuro che mi uccido, sono persa senza quello!
La gente intorno corre affannatta o chiacchiera rumorosamente e io sono in confusione, sto per andare nel panico.
- Cerchi qualcosa?- una voce alle mie spalle risuona calda e ben udibile in tutto quel casino generale.
Mi giro e mi compare davanti una figura di un ragazzo, muscoloso, cappeli castani a "crestina" e occhi bruni, jeans abbassati notevolmente e maglia arrotolata su per le braccia...non sembra il classico fighetto rompiballe e ha l'aria gentile.
- Um...no beh...è colpa del foglio...l'avevo messo qui dentro eppure..- non so che dire e le parole sembra che vogliano rientrare invece che uscire.
- Ahahha il foglio...si prima o poi tutti hanno la bella occasione di perderlo! Sei Hope Merryos?- ridacchia.
- Già! Sìsì sono io!- esclamo contenta che finalmente qualcuno sappia che esisto.
- Seguimi sei in classe con me.- dice mentre si avvia lungo un corridoio.
- Ala Nord - aggiunge poi girando un po' la testa e sorridendomi.
In quel momento, in quel giusto istante..riconosco uno dei ragazzi nel poster..ha..ha un viso inconfondibile!
- Scusa come ti chi..- non faccio in tempo a finire la frase che lui mi trascina dentro alla mia nuova classe.

Non siamo in tanti, quattordici alunni.
Quasi utti fighetti, stra ricchi sfondati e abbastanza ipocriti.
Cinque ragazze tutte rifatte, tre rapper, due ragazze e un ragazzo che conversano in un angolo, io, il ragazzo senza nome e un altro ragazzo accerchiato dalla banda delle rifatte che mi ostruiscono la visuale su di lui.
Non so con chi parlare, mentre penso questo il ragazzo di prima mi si avvicina e si siede sul banco vuoto accanto a me.
- E'difficile se non si conosce nessuno!- mi sussura.
- Liam Payne, tanto piacere...Hope- aggiunge.
Uau. Presunto nuovo amico...comincia a piacermi questo posto!
Ridacchiò tra me e me e lui se ne accorgere
- Sì- dice - fa ridere anche a me il mio nome.-  buttà là abbozzando un sorriso.
- Oh..nono io non intendevo...stavo pensando a...uau è forte qui!- sono stra in imbarazzo...dio che scema.
Lui anche al suono della campanella non si muove dal posto accanto a me, e io lo lascio fare. Meglio che stare sola.

A casa mia madre mi tempesta di domande.
Le adolescenti saranno abituate ma la tematica generale è:
- Ci sono ragazzi carini?-
- Hai conosciuto qualche amico nuovo?-
- I ragazzi sono gentili con te?-
- Ti piace qualcuno?-
- Qualcuno è già pazzo di te?-

-Odddiooo mamma!E' solo il primo giorno!- urlo spazientita.
Già è solo il primo giorno sembra pensare la mia testa.